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Anche una vigilessa è pur sempre una donna ai lati della strada.

Anche una vigilessa è pur sempre una donna ai lati della strada.

Si sa, le topolone sono pur sempre delle topolone anche se pubblici ufficiali. E sotto le mentite spoglie di una vigilessa in realtà si può nascondere una belva ninfomane, perchè no.

Con la mia Alfa Romeo 75, in viaggio per questioni di lavoro, mi intrufolo nella corsia di emergenza dedicata alle ambulanze per far prima a casa. Avevo un po’ di fame e il traffico iniziava ad annoiarmi.

Ed eccola lì, la topolona, mentre alza la paletta come a segnalare metaforicamente un mio malessere sessuale. Io, indispettito da tanto vigore, quasi non volevo credere ai miei occhi.

Appena abbassato il finestrino, lei non ha potuto che cogliere il mio fascino fiammingo. Il colore rosso Alfa unito ai miei occhi cerulei ha già mietuto illustri vittime, lei era solo l’ennesima.

Infatti si rivolge chiedendomi i documenti: subito ho pensato che volesse sapere dove abitassi per venirmi a trovare la sera a cena. Vecchia volpona, ne sa una più del diavolo.

E così fu che le sorrisi dicendole “se proprio insiste le do anche il mio numero eh eh“. Sguardi minacciosi, assetati da tanto sano sesso, si incrociarono in pochi istanti. Dei lampi scossero il cielo.

Mi ridiede patente e libretto, con un invito “cerchi di non occupare più questa corsia o dovremo farle la multa“. Io, languido e inarrivabile, risposi “non si preoccupi, ora ho altre intenzioni, zozzona!“.

Una pacca sul culo ben assestata e via di sgommata tra luci blu accese e lucciole in fermento ai bordi della strada. Con una certezza, Rosario Masi non perdona mai!

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