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Nozioni per incantare una platea con il proprio verbo.

Nozioni per incantare una platea con il proprio verbo.

Gli uomini di successo, si prenda ad esempio Barack Obama, Giulio Cesare o il sottoscritto (noto ispiratore di film, libri e studi psicoanalitici), spesso devono interfacciarsi con una folta platea di persone.

Vi sono dei convegni organizzati dalle associazioni, piuttosto che interventi nel corso di un dibattito politico. In altri casi si risponde a sollecitazioni a partecipare rivolte verso il pubblico.

Sono momenti in cui si prende il microfono in mano e, a differenza di altre situazioni più intime, si cerca di elaborare un discorso il più possibile incisivo e di senso compiuto.

Ma proprio mentre salite sul palco, vi iniziano a tremare le gambe. La gente vi sta fissando dalla testa ai piedi e vi sentite in imbarazzo. Addirittura vi metterete a controllare la zip, ma è già abbassata.

E allora che fare? Semplice, dimostrate disinvoltura. Immaginate di essere a casa vostra e che vi stiate rivolgendo a delle prostitute. In altre parole, mettetevi a proprio agio.

Se sul palco ci sono delle sedie, accomodatevi prima di prendere la parola, magari spodestando proprio colui che aveva raccolto il maggior numero di applausi ed espressioni di giubilo.

Allora la gente penserà “cavolo, questo si che è tosto, ha mandato via il pezzo grosso!”. Eh eh, allora sarete rilassati, magari concedendovi una bella ravanatina nelle parti basse, così da far capire chi comanda.

Esordite con un “immagino gran parte di voi sia venuto fin qui per sentir parlare di qualcosa di interessante, ma purtroppo debbo constatare che chi mi ha preceduto ha deluso, e non poco”.

Allora tutti vi chiederanno il motivo delle vostre perplessità e voi ribatterete “non credo sia il momento, preferisco non rilasciare altre dichiarazioni, grazie”. E ve ne andrete.

Tutti sbigottiti da tanto charme, vi guarderanno come se foste una escort di lusso appollaiata su uno yacht a Porto Cervo. Senza che peraltro abbiate mai saputo di cosa si stesse parlando.

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