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Come inventarsi uno sciopero per conquistarla.

Come inventarsi uno sciopero per conquistarla.

Si sa, la vita è fatta di contraddizioni. E gli ostacoli son fatti per essere superati. Due premesse doverose per un articolo, l’ennesimo, che si propone di diventare una vera e propria pietra miliare per un uomo.

Questa volta parliamo di donne belle ma sfortunate, alla ricerca di una figura maschile in grado di garantir loro sicurezza e protezione. E io, modestie a parte, sicuramente proteggo.

Genio dell’intelletto umano, perspicace e furbo come un vecchio volpone, mi aggiravo nelle vie di Milano alla ricerca di qualche bell’esemplare di femmina. E devo dire fossimo ben forniti.

Ad un certo punto, nei pressi della Stazione Centrale, eccola lì scrutare gli orari del pulman in attesa che passasse. Io, che non sono un fesso, ho accostato con la mia Alfa Romeo 75 per approcciare.

Un incrocio di sguardi da far venire il malditesta, non a caso la ragazza ha iniziato a mettersi le mani nei capelli. Io, che non sono un fesso, mi sono inventato l’ennesimo capolavoro in ambito seduttivo.

L’obiettivo era chiaro, ovvero farla salire in macchina per poi rapportarmi sessualmente con lei. Ed è così che tra uno spintone e l’altro mi faccio largo tra la folla urlando “c’è sciopero!”.

Eccola lì, sorridermi ed avvininandosi insieme ad altre due vecchiette befane per chiedermi lumi. Io, spiegando che allo sciopero avessero partecipato tutte le sigle sindacali, ho lanciato la proposta.

Con un nobile gesto, le chiesi dove stesse dirigendosi e lei, in maniera acuta, mi fa notare che sono affari suoi. A quel punto, il mio sorriso fiammingo ha fatto la sua parte e non ha resistito.

L’ho presa per mano dicendole “sali in macchina, maialina, che ti porto io”. Lei, stupita da tanta umanità, si è lasciata andare. Il tremolìo della sua mano lasciava trasparire l’emozione: quella di essere al fianco di un vero uomo.

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