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“Tanto gentile e tanto onesta pare”, finchè non è l’ora di…

“Tanto gentile e tanto onesta pare”, finchè non è l’ora di…

La mia reinterpretazione di Ungaretti ha avuto un tale eco a livello nazionale, che non ho potuto esimermi dal leggere le statistiche che vedono questa illustre rivista essere la più letta in Italia.

Quale migliore occasione per constatate come la mia vena poetica sia in realtà il volano per un nuovo miracolo economico. Puntiamo sulla cultura gente e ne avremo benefici.

Valorizziamo ad esempio i paesaggi e la storia, intrattenendo i turisti. In altre parole, riapriamo le case chiuse. Oggi però, vorrei segnare una nuova tappa della letteratura italiana.

La mia vittima sacrificale è la compagna di Dante Alighieri. Siccome sono passati diversi secoli, ho voluto aggiornare la sua poesia in maniera tale da renderla più fruibile alle nuove generazioni.

TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE – ROSARIO MASI (2010)

“Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia finchè non l’è l’ora di scopare,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
finchè il seme con la bocca sputa.

Ella si va, sentendosi laudare,
malignamente in minigonna vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a fiorellin mostrare.

Mostrasi si’ piacente a chi la paga,
che da’ per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la puo’ chi non la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: ansima.”

Un altro immediato istintivo riferimento postmoderno (per citare le parole dei miei illustri lettori) che rilanciano nuovamente la nostra bella Italia nei vertici della cultura mondiale.

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