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Ecco perchè insultare la propria donna è formativo.

Ecco perchè insultare la propria donna è formativo.

Cari amici di DaUomo, come ben sapete sono abituato a dispensare consigli a destra e a manca come se fossero bottiglie d’acqua ad una popolazione assetata e sofferente.

Ed è proprio per questo che oggi sono ancora una volta qui a scrivervi, consapevole come sono di quanto voi abbiate bisogno di me nel rapportarvi con il gentil e troion sesso.

La chicca filosofica odierna, che ha avuto ampi riscontri nella CIDAM (Convention Internazionale delle Donne e Altri Mammiferi), è molto semplice ed intuitiva:

in una società dell’immagine dove la figura femminile è esaltata come se fosse qualcosa di sacro, è indispensabile che si trattino le donne come stracci per non farle esaltare troppo.

Di conseguenza cosa c’è di meglio che dare della “mignottona” alla propria compagna? Oppure lasciare 30 euro sul comodino dopo aver fatto sesso con la moglie?

Ma il must è mettere le camicie sulla poltrona di casa, con il bigliettino con sù scritto “mi servono per stasera alle 8, rapida a stirarle altrimenti mi innervosisco“: davvero pregevole.

Atteggiamenti che identificano inequivocabilmente un vero uomo dal resto dei maschi, se non altro perchè riducono la figura della donna alla sua vera natura zozza.

Oggi come non mai, gli uomini tornino protagonisti, tirino fuori gli artigli e poi, a letto, anche qualcos’altro. Parola di Rosario Masi, il vostro amico che non vi abbandona mai.

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