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Italiani all’estero: che schifo.

Italiani all’estero: che schifo.

Buongiorno gente, vi scrivo dalla Costa Azzurra e nonostante mi sia rapportato con un’ampia schiera di bellezze locali mi sento amareggiato. Mi avete molto deluso, cari connazionali.

In spiaggia, nel condominio, persino in coda a prendere le crepes alla nutella. Che diamine, milioni di anni di avanzamento della civiltà umana e sono ancora costretto a raccontarvi scene di ordinaria diseducazione.

Partiamo con ordine. Io e la mia femmina bionda naturale DOCG lombarda annata 1986 ci apprestiamo a scodinzolare in spiaggia per ridare un po’ di luccichìo dorato alla nostra epidermide provata da folli notti di sesso.

Stendo il mio sobrio asciugamano, raffigurante una banconota da 500 euro, e non faccio in tempo aspalmarmi la crema abbronzante che sento un giovane italiano pronunciare frasi irripetibili ad altissima voce.

Gli altri bagnanti francesi, visibilmente indispettiti, si guardano intorno con l’aria di chi non sa che pesci prendere. Se non fosse che non si tratta di una richiesta sessuale, a questo giro non sapevo come comportarmi.

Da Italiano mi sono vergognato. La gente a prendere il sole tranquilla e questo nonsochi ad urlare scherzando con i suoi 3 amichetti burini. Ma dico io, almeno coinvolgeteci nel torpiloquio! Ma gli adulti non sono da meno.

Una donna, sempre italiana, è riuscita ad esclamare al figlio “se devi fare la pipì andiamo in mare”. A prescindere dallo scarissimo senso civico e igienico della donna, ma è il caso anche di urlarlo ai quattro venti?

Anche nel terrazzino di casa non c’è pace. Ore 13.17, vedo levarsi una nube tossica dal pian terreno. E’ scoppiata la centrale nucleare di Tricastin? No, è la grigliata di carne del milanese vicino di casa. Animale!

Per non parlare di quell’uomo che salta la coda e io, in maniera elegante, a sottolineare come anzichè una crepe gli stesse arrivando una pizza, in faccia. Un modo carino per porre un limite a tanta arroganza.

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