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La zingara all’incrocio, le ho detto di no.

La zingara all’incrocio, le ho detto di no.

Lo ammetto. Sono abbastanza ossessionato dall’erotismo delle donne. Chi ha letto tra le righe i miei articoli, dopo un’approfondita introspezione psicologica, se ne sarà già accorto.

Ma d’altronde che vogliamo fare? Non possiamo mica tirare i remi in barca proprio ora che abbiamo le nostre ultime cartucce da sparare. Che poi si sa, il sesso è la cosa più bella che ci sia.

Ma, per quanto possa sembrarvi strano, anche io delle volte dico di no. Ed ho rifiutato una donna. Per carità respirava eh (non che la cosa mi interessi più di tanto, vedasi scandalo obitori).

Ma puzzava incredibilmente. Era una zingara che chiedeva la carità per le vie di Milano. Io, che non sono un fesso, ho immaginato che con pochi spiccioli l’avrei potuta portare a casa, magari dandole una sistematina.

Si sa, sotto le mentite spoglie di una pezzente magari si nasconde una bella topolona. Magari la lavi, le insegni l’italiano e la vesti decorosamente, e hai gratis servizi di ogni genere.

Ma quella proprio no. Puzzava all’inverosimile e quindi l’ho rifiutata. Per un attimo mi sono sentito asessuato, brutta sensazione. Il mio apparato riproduttivo per la prima volta nella mia vita taceva.

Ma ho capito una cosa, non è vero che ogni buco è galleria. Perchè delle volte, pur avendolo individuato, ti senti come se stessi entrando contromano sulla galleria del Brennero. E fidatevi, non è bello.

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