shopify
analytics ecommerce

L’ipocrisia delle bariste non ha limiti. Meno male che fosse “il cliente ad avere sempre ragione”!

L’ipocrisia delle bariste non ha limiti. Meno male che fosse “il cliente ad avere sempre ragione”!

Vi ricordate la barista che ieri mi ha importunato palesando in maniera ineludibile il suo interesse sessuale nei miei confronti? Stamattina è successo il finimondo.

Vado al bar per fare colazione e ovviamente (guarda caso) mi serve lei. Solito sguardo da maialina, unita ad una camicia con su scritto “hello kitty” che lasciava poco spazio all’interpretazione.

Anche oggi, ad uno sguardo attento, la ragazza aveva voglia di divertirsi. Si avvicina chiedendomi cosa volessi e io le rispondo con uno sguardo accattivante che fosse di mio gradimento un macchiato.

Eccola lì, portarmi di nuovo il caffè mentre leggevo Libero alla ricerca di annunci erotici, che purtroppo non trovavo (vi sembra un giornale serio questo? Mah..).

Io le sfioro la mano e le sussurro dolcemente “vuoi che lo macchiamo insieme?”. Eccolo lì, il Rosario Masi, l’italico uomo dalle spiccate doti di altruismo e masculinità.

La ragazza, stranamente indispettita, chiama il proprietario adducendo che fossi io a molestare lei! Ma si faccia furba, stupida femminista dei miei stivali. Ma a dargli corda l’uomo per cui lavora.

Si avvicina prepotente e mi dice “le sembra il caso? Si vergogni!”. Ma pensate poi se io devo farmi mettere i piedi in testa dalle maestranze di vecchi bar di periferia.

Ed è così che sbottai, anzi, sbottonai la camicetta della ragazza dimostrando come in realtà fosse lei ad importunare me. Guardate che bocce e poi mi direte.

Ma il proprietario, infuriato, se la prende con me intimandomi di uscire. Mi va pure bene non aver pagato il caffè, però tutto questo nervosismo per nulla. Poi si sa, il cliente ha sempre ragione.

I manuali di Blog Seduzione

seduzione-passiva