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In spiaggia per colpire ancora.

In spiaggia per colpire ancora.

Il vecchio scherzetto di colpire le ragazze distese in spiaggia con una bella pallonata in pieno volto ha fatto proseliti. Molti giovani lanciano appositamente la sfera verso le topolone in cerca di approccio.

Ma io, Rosario Masi, il vate del savoir faire, il guru del romanticismo, il filosofo, il sociologo, ma soprattutto, il pizzaiolo (facevo quello), vi illustra nuove indispensabili chicche per agire con le topoline.

Adesso immaginatevi di prendere il sole in spiaggia, sentite voci femminili e dopo una bella ravanatina alle palle aprite gli occhi per capire dove cavolo sono ste femmine e se vale la pena accalappiarle.

Eccole là, probabilmente sono pisellabili. A quel punto dovrete agire, come? Eh eh, alzatevi, fate notare il vostro pacco preponderante e dirigetevi a fare un bagno.

Se le fanciulle vi seguono, attaccate bottone, magari sottolineando “mazza quanto è fredda l’acqua oggi, cazz’hanno buttato cubetti di ghiaccio stamattina?” oppure “porca trota quante meduse!”.

Scegliete una delle due, ma forse è meglio la seconda, perchè crea allarmismi e lì voi dovrete diventare l’alfiere della sicurezza, dimostrando tutto il vostro (presunto) coraggio.

Altrimenti se (come probabile) in acqua vi ritroverete da soli, niente paura. Tornando al vostro asciugamano passate vicino a loro e travolgetele di sabbia con la vostra camminata grezza.

Vi scuserete esclamando “oh scusa, non l’ho fatto apposta!”. A quel punto sarete lì pronti a pulirle il corpo, mettendo mani ovunque. Ma mi raccomando, con eleganza. Non vorrei che vi scambiassero per dei maniaci.

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